Messico : Percorre un crinale strettissimo incalzato da una crescente pressione da parte degli Stati Uniti
Punti salienti
- La Presidente Sheinbaum è in gran parte riuscita a bilanciare le relazioni con USA e Cina, nonostante la crescente rivalità geopolitica.
- Il rifiuto da parte dell’America di prorogare l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA) ha alimentato ulteriormente l’incertezza, con possibili ripercussioni su esportazioni, investimenti e crescita economica, nonostante l’accordo resti in vigore fino al 2036.
- Il debito pubblico ha raggiunto i massimi degli ultimi trent’anni, sebbene per ora i rischi di sostenibilità siano contenuti.
- Le significative riserve di minerali critici potrebbero rafforzare l’importanza strategica che il Messico riveste per gli Stati Uniti, che sta cercando di diversificare le catene di approvvigionamento per ridurre la dipendenza dalla Cina.
- I rischi legati al clima, tra cui un potenziale Super El Niño, pongono minacce crescenti in un contesto di cambiamento climatico.
Pro
Contro
Capo di Stato e di Governo
Popolazione
Reddito pro capite
Fascia di reddito
Principali prodotti esportati
Le condizioni di sicurezza sembrano essere migliorate
La Presidente Claudia Sheinbaum sta giungendo alla metà del suo mandato della durata di sei anni, sebbene la rapidità e la portata degli sviluppi intervenuti negli ultimi due anni possa far sembrare che sia passato molto più tempo. Nonostante sia incalzata da una amministrazione statunitense sempre più aggressiva, Sheinbaum è riuscita in larga misura a percorrere uno stretto crinale, intessendo relazioni relativamente costruttive sia con gli USA, la superpotenza in carica nonché il maggior mercato di esportazione per il Messico, sia con il maggior rivale geopolitico degli Stati Uniti, la Cina, un fornitore primario dei fattori produttivi trasformati messicani. Il suo approccio pragmatico e razionale nei confronti del Presidente Trump e la sua sensibilità verso le preoccupazioni degli Stati Uniti in merito alla resilienza delle catene di approvvigionamento, anche attraverso dazi maggiori sulle importazioni cinesi, hanno aiutato a contenere le tensioni bilaterali. Ha anche abbandonato l’approccio del suo predecessore all’insegna di “abbracci, non pallottole”, a favore di una strategia di sicurezza più diretta ed aggressiva per combattere il traffico di droga (un punto di attenzione primario per le elezioni USA). Di conseguenza, recentemente le condizioni di sicurezza sembrano essere migliorante in Messico, che riporta tassi di omicidi in calo, ma questi passi avanti nella sicurezza potrebbero rivelarsi fragili, in quanto le problematiche più inveterate come la corruzione rimangono irrisolte.
I negoziati commerciali USMCA incombono sulla crescita economica
Da luglio le relazioni bilaterali si sono deteriorate dopo che gli Stati Uniti, come prevedibile, si sono rifiutati di prorogare l’USMCA per ulteriori 16 anni. Le attuali regole USMCA rimarranno quindi in vigore per altri dieci anni, a meno che un paese decida di recedere dall’accordo. Le esportazioni messicane conformi all’accordo USMCA, che rappresentano circa il 90% delle esportazioni verso gli USA, continuano ad accedere all’economia statunitense in regime di esenzione da dazi, ma il cambiamento più importante è che ora l’USMCA è soggetto ad una revisione annuale, il che accresce l’incertezza per le imprese e gli investitori messicani. Inoltre, se i negoziati per il rinnovo non dovessero avere esito positivo, l’accordo scadrà comunque nel 2036, quindi Trump ha pochi motivi per affrettarsi a concludere un nuovo accordo: l’attuale ambiguità gli consente di esercitare la massima pressione sia sul Messico che sul Canada, il che a sua volta aiuta gli Stati Uniti ad ottenere concessioni (per esempio in materia di controllo dell’immigrazione). Trump potrebbe comunque cercare di rinnovare l’USMCA prima di lasciare la carica, soprattutto in considerazione dell’immagine che desidera dare di sé come abile negoziatore della nazione e del fatto che ha negoziato l’accordo originale durante il suo primo mandato. Detto questo, fintanto che il processo di rinegoziazione dell’USMCA sarà in corso, esso graverà sulle esportazioni messicane e ritarderà le decisioni di investimento e la crescita economica in generale. A ciò si aggiunge il già scarso andamento della crescita economica del Messico negli ultimi anni (grafico 1), mentre il conflitto in corso in Medio Oriente rischia anch’esso di pesare sull’attività economica quest’anno a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti (il Messico è importatore netto di carburanti dal 2015) e dell’aumento dell’inflazione, con una conseguente politica monetaria restrittiva (grafico 2).


I minerali critici potrebbero rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti
Come molti paesi latino-americani, il Messico è ricco di depositi minerari necessari per la transizione verso l’energia verde: è il maggiore produttore mondiale di argento, è fra i primi dieci produttori di rame, un produttore primario di zinco e di fluorite (o fluorspar, elemento critico per le sostanze chimiche fluorurate e la produzione dell’acciaio). Inoltre, il Messico si posiziona al nono posto al mondo per riserve di litio, sebbene, dopo una riforma attuata nel 2022 per la nazionalizzazione delle risorse di litio, lo sviluppo commerciale resti limitato. Dato che gli Stati Uniti stanno cercando di controbilanciare il dominio cinese nelle catene di approvvigionamento dei minerali critici, le risorse sottosviluppate del Messico offrono un considerevole potenziale di crescita a lungo termine e l’opportunità di stringere legami economici bilaterali più profondi.
Il debito pubblico tocca nuovi massimi
Nel 2024, quando Sheinbaum si insediò al posto del suo predecessore e mentore di sinistra, Andrés Manuel López Obrador, il deficit di bilancio raggiunse il 5,8% del PIL, il livello più alto mai raggiunto in quasi 40 anni, in un quadro di forti investimenti infrastrutturali. Da allora il disavanzo si è gradualmente abbassato e quest’anno le stime puntano al 4,4% del PIL. Tuttavia, con una crescita economica che in media dal 2024 si aggira attorno all’1%, il rapporto debito pubblico/PIL è passato da un livello già elevato pari al 59% nel 2024, al 63% stimato alla fine del 2026. Sebbene sia ancora gestibile e al di sotto della media latino-americana (grafico 3), rappresenta comunque il livello più elevato che il Messico abbia mai toccato in più di tre decenni. Anche il pagamento degli interessi è alto e assorbe quasi un quarto delle entrate pubbliche, una proporzione elevata secondo gli standard latino-americani (grafico 4). Inoltre, a maggio Moody’s ha declassato il debito sovrano messicano ad un notch al di sopra del grado speculativo. Detto questo, il debito sovrano messicano rientra ancora nella fascia Investment grade e secondo le previsioni del FMI nei prossimi anni il debito pubblico si stabilizzerà ad un livello elevato ma sostenibile pari a circa il 63% del PIL, con il graduale procedere del consolidamento fiscale. Questo outlook però potrebbe rivelarsi ottimistico: le previsioni del FMI ipotizzano per i prossimi anni una crescita economica attorno al 2%, quasi il doppio rispetto al tasso medio annuo registrato fra il 2015 e il 2025, pari all’1,2%. Allo stesso tempo la composizione della spesa pubblica lascia poco margine di manovra: in aggiunta agli elevati pagamenti di interessi, le pensioni e i trasferimenti sociali rappresentano quasi un terzo della spesa pubblica, mentre il colosso petrolifero statale Pemex continua a gravare in modo rilevante sul bilancio. Un consolidamento significativo risulterà quindi difficile dal punto di vista politico, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine del prossimo anno.


L’arrivo del Super El Niño potrebbe provocare gravi siccità
Il cambiamento climatico ha peggiorato le siccità e le conseguenti carenze idriche, in particolare nell’America Centrale durante gli anni caratterizzati da El Niño. La formazione di un Super El Niño prevista per la fine di quest’anno potrebbe quindi causare un grave stress idrico in Messico, compromettendo sia la produzione alimentare, che rappresenta circa il 6% delle entrate della bilancia corrente, sia il settore manifatturiero, che genera circa i due terzi delle entrate della bilancia corrente. La scarsità idrica rappresenta già una preoccupazione crescente per le imprese, in quanto il Messico è uno dei paesi dell’America Latina con maggiore stress idrico. Negli ultimi anni, le autorità hanno esercitato pressioni sui grandi consumatori industriali di acqua, tra cui le aziende produttrici di bevande, affinché riducessero i consumi e contribuissero a trovare soluzioni per l’approvvigionamento idrico locale nelle regioni colpite dalla siccità; tuttavia, la prevista espansione delle industrie ad alto consumo idrico, tra cui i data center per l’intelligenza artificiale e la produzione di semiconduttori meno avanzati, potrebbe aggravare ulteriormente la pressione sulle risorse del Messico già messe a dura prova, in particolare nelle regioni industriali soggette a siccità. Inoltre, anche le tempeste tropicali si stanno intensificando in modo estremo a causa del cambiamento climatico e si abbattono regolarmente sulle aree costiere messicane, colpendo comunità, infrastrutture e imprese.
Prospettive negative per il rischio politico di MLT in un quadro di qualità istituzionale in deterioramento
Credendo ha classificato il Messico nella categoria di rischio politico a breve termine 2/7, con outlook stabile. Il paese gode di un basso livello di debito estero di breve termine, mentre le riserve valutarie sono adeguate. Il rischio politico di medio/lungo termine è classificato nella categoria 3/7, e riflette i livelli sostenibili del debito estero e degli indici di servizio del debito del Messico, i modesti disavanzi delle partite correnti, la solidità delle finanze pubbliche e la diversificazione economica del Paese, nonostante la sua forte dipendenza dall’economia statunitense. L’outlook è negativo, in quanto dipende dalla portata delle politiche commerciali statunitensi e dal grado di deterioramento della qualità istituzionale del Messico.
Analista: Jolyn Debuysscher – j.Debuysscher@credendo.com